DIDATTICA E COMPETENZE

L’argomento è vasto quanto pieno di contraddizioni e confusione, perciò nel duplice tentativo, da una parte di fare chiarezza e, dall’altro di raccogliere materiale utile per il blog da sistemare in un secondo momento propongo innanzitutto una serie di screen shot contenenti semplici definizioni e traduzioni dall’italiano all’inglese e viceversa, prese da una velocissima ricerca su google.

Come si evince dalla schermata sottostante il termine Competence in inglese fa riferimento alla capacità di fare qualcosa con successo e in modo efficiente.

definition competence
Definition of competence

Il termine Skill ha come sinonimo competence, tra gli altri e anche questo indica la capacità di compiere un’azione con perizia e abilità.

definitionskill
Definition of Skill

Se si osservano le schermate riportate qui di seguito si hanno gli stessi significati e sinonimi in italiano.

traduzione competenza
Traduzione di competenza in inglese

 

 

traduzione skill
Traduzione skill in italiano

 

La questione non cambia con i sinonimi di Competenza

abilità (s.f.), perizia (s.f.), preparazione (s.f.), esperienza (s.f.), pratica (s.f.), capacità (s.f.), autorità (s.f.), idoneità (s.f.), facoltà (s.f.), ambito (s.f.), campo (s.f.), settore (s.f.), sfera (s.f.), pertinenza (s.f.), spettanza (s.f.), compito (s.f.), mansione (s.f.), compenso (s.f.), onorario (s.f.), …

Competenza – Sinonimi – Virgilio Parole

https://sapere.virgilio.it/parole/sinonimi-e-contrari

Si potrebbe, dunque, facilmente dedurre che la competenza – in un campo professionale, in un settore di interesse specifico, ecc. –  si sviluppi grazie alle conoscenze acquisite che creano nel tempo l’esperienza necessaria insieme alla capacità e duttilità di affrontare e risolvere i problemi che via via si è costretti ad affrontare. Nulla di trascendentale e che non si sia sempre fatto, come dire, è nell’ordine naturale delle cose; eppure da qualche anno a questa parte il termine “competenze” è stato affiancato a didattica.

La didattica per competenze e delle competenze, come se le competenze fossero degli strumenti forniti in un kit utile a qualsiasi evenienza. In pratica si dice che le competenze si imparano e non si sviluppano, e, ancora più inquietante, si acquisiscono anche senza conoscenze e sapere, come se si trattasse di gesti meccanici privi di ragionamento e riflessione. Infatti, come dimostra la grafica tra le otto competenze necessarie allo studente moderno sono del tutto assenti i contenuti e la conoscenza.

competenze-chiave

Ancora più impressionante è, a mio avviso la grafica relativa alle competenze che dovrebbe possedere l’insegnante moderno tra cui la preparazione è seconda all’essere impegnato e quanto a contenuti, anche in questo caso, non compaiono, ma forse è sottointeso nella preparazione e nell’essere aperto alle domande.

 

competenzedocentipinterest
http://www.pinterest.com

 

L’intervento di Anna Angelucci presentato a Officina dei Saperi, Roma – 16 marzo 2018, Convegno: “Aprire le porte: creazione sociale e pedagogia del mercato. Per una scuola e una università inclusive, ecologiche e cooperative” e riportato su “ROARS” , invece getta un po’ di luce sulla questione, mi ha colpito in modo particolare la seguente citazione:

Le riforme della scuola degli ultimi 20 anni sono pezzi di riforma del mercato del lavoro[7]. Oggi, dire ‘competenze’ significa dire ‘qualifiche’. Ma se prima le qualifiche corrispondevano a precisi percorsi di studio e titoli giuridicamente validi rilasciati dalle scuole pubbliche, oggi le competenze sono acquisibili ovunque, anzi soprattutto nell’extrascuola, in quelli che vengono definiti apprendimenti informali e non formali. Questo esattamente ha detto la ministra Fedeli quando ha dichiarato “di poter fare la ministra anche senza laurea dopo una vita così intensa nel sindacato”[8]: ben più di un’inopportuna giustificazione della mancanza di un titolo di studio adeguato all’incarico di ministro dell’istruzione ma una vera e propria asserzione di principio, perfettamente coerente con questa nuova visione del mondo, in cui scuola e università occupano un posto residuale.

ma è interessante tutto il testo che consiglio vivamente di leggere (1).

Un po’ più datato, ma non meno utile, è quanto rilevato da Gianluigi Dotti circa la difficoltà generale di comprendere cosa di fatto si intenda per didattica per competenze in questo articolo apparso nel 2012 su Gilda Professione Docente da cui ho estrapolato questo breve passo:

Secondo Pellerey le ”competenze indicano la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale; le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia”. Pertanto, come dice l’Ocse-Pisa,”la nozione di competenza include componenti cognitive ma anche componenti motivazionali, etiche, sociali e relative ai comportamenti. Costituisce l’integrazione di tratti stabili, risultati di apprendimento (conoscenze e abilità), sistemi di valori e credenze, abitudini e altre caratteristiche psicologiche”.
L’autore sostiene che”per sviluppare una competenza occorre in primo luogo promuovere l’acquisizione delle conoscenze e delle abilità relative in modo che esse siano disponibili in maniera significativa, stabile e fruibile (quando, come e perchè valorizzarle)”.Infatti ”è pericoloso sottovalutare il ruolo delle conoscenze o dei saperi fondamentali:a) nel promuovere la coltivazione della persona in molte sue qualità interiori limitandosi ad aspetti funzionali;b) nella soluzione di problemi (senza una base ben organizzata di conoscenze non basta un insieme di abilità procedurali)”.

L’autore cita anche il compianto Giorgio Israel che alla critica della didattica per competenze ha dedicato molti interventi, riporto qui solo una frase alquanto chiara:

”Secondo certi «teorici» il mondo finora è stato popolato di idioti e la capacità di formare gente colta e capace è nata con loro. Tutto il sapere che ci è stato consegnato è deficiente perché costruito da gente che non sapeva cosa sono le «competenze»”.(2)

Del 2017 è l’articolo Roberto Calogiuri che abbina al nuovo imprescindibile mantra sulle competenze, ovviamente – e non poteva essere diversamente – , le rilevazioni INVALSI che quelle competenze è tenuto a misurare (3).

Infine, non potevo mancare di citare il nostro Giovanni Carosotti che in un saggio molto interessante e di ampio respiro affronta la questione con rigore (4), Giovanni Carosotti ha anche illustrato, più brevemente e con altrettanta chiarezza, la sua tesi in un’intervista rilasciata alla rivista Orizzonte Scuola (5) all’inizio di quest’anno e in seguito al lancio dell’Appello per la scuola pubblica.

Note:

(1) https://www.roars.it/online/contro-le-competenze/

(2) http://www.gildaprofessionedocente.it/news/dettaglio.php?id=123

(3) http://www.ilfriuliveneziagiulia.it/competenze-scuola-nellesercito-lo-vuole-futuro-le-multinazionali/

(4) http://www.carosotti.it/wp-content/uploads/2017/08/La-didattica-delle-competenze-2.pdf

(5) https://www.orizzontescuola.it/docenti-ed-accademici-didattica-delle-competenze-carosotti-competenze-non-fondamento-scientifico/

Images taken from Google Search

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