Cosa vogliamo

Lo scopo di questo blog, come già anticipato nel nostro manifesto, è quello di dar vita ad una comunità virtuale per costruire una consapevolezza diffusa di ciò che la scuola pubblica statale, e il sistema d’istruzione nazionale, dovrebbero tornare ad essere tenendo sempre fermo dinnanzi a noi il dettato costituzionale, perciò riteniamo fondamentale il richiamo ai seguenti articoli:

  • Art. 3: ” [..]E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

  • Art. 33: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”

  • Art. 34: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.”

L’antefatto

A dicembre del 2017 un gruppo di docenti, conosciutisi per caso via internet, ha realizzato un’iniziativa a dir poco straordinaria nella sua semplicità. Insieme hanno infatti lanciato un appello in difesa della scuola pubblica statale che, in pochissimo tempo, ha raggiunto un numero ragguardevole di adesioni – 12000 -, e qui sta la straordinarietà dell’iniziativa, ovvero aver raggiunto, con un semplice passa parola e senza l’aiuto di alcun organo di stampa o associazione, così tante persone sensibili alle questioni poste e interessate a dare il loro sostegno firmando.

I sette temi posti

Riportiamo qui di seguito un breve elenco su cui l’appello chiede una moratoria, per avere maggiori informazioni cliccare qui:

  1. Conoscenze vs competenze
  2. Innovazione didattica e tecnologie digitali
  3. Lezione vs attività laboratoriale
  4. Scuola e lavoro
  5. Metrica dell’educazione e della ricerca
  6. Valutazione del singolo, valutazione di sistema
  7. Inclusione e dispersione

Gli sviluppi successivi

Dal lancio di quell’appello sono passati ormai nove mesi durante i quali il gruppo ha organizzato svariati momenti di incontro importanti in varie parti d’Italia (l’elenco di alcuni di quegl’incontri è reperibile al seguente link) per discutere delle istanze avanzate, tuttavia, per favorire una divulgazione capillare in tutto il paese, si è pensato che fare rete sfruttando le grandi potenzialità del web possa consentire di raggiungere ed unire un numero di persone molto più significativo uscendo da quel senso di isolamento e di impotenza che spesso ci attanaglia e scoraggia ogni azione che, in solitudine generalmente, appare velleitaria ma che in gruppo, auspicando un gruppo nutrito, può invece rivelarsi incisiva.

Le idee condivise e sostenute da molti possono rompere il muro del pensiero unico che vuole l’istruzione e, dunque la scuola assoggettata ad esigenze avanzate dal fronte compatto delle associazioni industriali che, in questi anni, l’hanno trasformata nella parodia aziendalista investendo i Dirigenti Scolastici del ruolo di “padroni delle ferriere” e negandole invece il suo ruolo naturale di luogo preposto a fare cultura e creare cittadini e persone maturi, istruiti e consapevoli.

Futuri propositi

Per queste ragioni, e proprio ora che sta per iniziare un nuovo anno scolastico nell’alveo di un governo insediatosi recentemente, ci sembra importante rilanciare quell’appello dedicandovi il nostro impegno con rinnovato vigore.

Inoltre, per non disperdere il grande lavoro fatto finora fare rete, anche in una realtà virtuale, ci sembra una buona base di partenza per coinvolgere in una partecipazione attiva quante più persone possibili – riannodando le fila con i 12000 firmatari e ampliando ulteriormente il consenso –  consci del fatto che la richiesta di ascolto presso le istituzioni può essere accolta con attenzione solo se avanzata da numeri consistenti che facciano massa critica.

Oltre alla creazione di una comunità virtuale che, ribadiamo, noi auspichiamo consistente, per quantità e qualità, quale può essere un gruppo Facebook, il sito ad esso collegato vuole essere un contenitore online, facilmente accessibile a tutti, dove raccogliere contributi di approfondimento articolati e competenti da parte di chi la scuola la fa quotidianamente per stimolare un dibattito serio che riesca ad interessare e coinvolgere l’opinione pubblica – l’istruzione è un bene pubblico e, dunque, di tutti – offrendo, appunto, quell’alternativa di pensiero di cui la politica, oggi purtroppo, ripiegata su una logica di mercato, nega l’esistenza.

Non pretendiamo di avere ragione, ci aspettiamo invece che si possa aprire una stagione fruttuosa, con il nuovo governo e tutti gli altri interlocutori politici, sindacali e dell’associazionismo (finora anch’essi non pervenuti alle nostre richieste di ascolto), di confronto su temi fondanti l’istruzione senza preconcetti e pregiudizi, discutendo nel merito.

Ma per raggiungere questo scopo, ambizioso, certo, serve un aiuto poderoso, una collaborazione e un sostegno consistenti che vadano oltre le barriere geografiche oggettive; internet con i vari social ci offrono questa grande opportunità che riteniamo possa essere significativamente utile ai nostri fini.

 

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